IL SISTEMA COSTRUTTIVO POLIEMME®

INTRODUZIONE AL SISTEMA
Il sistema costruttivo PoliEMME® rappresenta oggi una delle risposte tecnologicamente più avanzate e vantaggiose, in termini di tempo e di bilancio economico globale, ai programmi di realizzazione intensiva di alloggi a livello mondiale, come ha dimostrato il successo ottenuto dalla sua attuale diffusione in tutti i continenti. Il nome deriva dalle tipologie costruttive che con questo sistema vengono realizzate ossia Monolitiche, in altri termini una struttura altamente scatolare, resistente alle azioni sismiche, in pratica monolitiche.
L’idea di base è costituita dalla possibilità di combinare, in condizioni di notevole vantaggio, le esigenze strutturali e di isolamento termico nello stesso tempo in unica fase costruttiva.
L’obiettivo è stato validamente raggiunto con lo sviluppo tipologico di un pannello prefabbricato (modulare) di tipo leggero, costituito da una lastra di polistirene espanso (EPS) di densità opportuna, tra due reti di filo d’acciaio zincato ed elettrosaldato.
Tale pannello è completato successivamente alla posa in opera con l’applicazione del calcestruzzo (CLS), secondo facili procedure esecutive.
Il sistema PoliEMME consente in tal modo di realizzare sia elementi costruttivi verticali come le pareti (portanti e/o completamento), che elementi orizzontali o comunque inclinati come i solai, le coperture a falde inclinate e le scale.

CARATTERISTICHE DEL SISTEMA PoliEMME

Le caratteristiche di natura tecnica costruttiva ed economica, che costituiscono peculiarità del sistema PoliEMME rispetto al "tradizionale" ed alla prefabbricazione pesante, si possono sintetizzare come segue :

La flessibilità del pannello consente ogni facile adattamento alle esigenze architettoniche del progetto, permettendo di realizzare qualsiasi forma piana o curva di parete o copertura. Presenta, inoltre, ottima lavorabilità anche in opera, prima dell'applicazione del calcestruzzo, consentendo di ricavare agevolmente i canali necessari ai collegamenti "sotto traccia", per gli impianti idrico-sanitari ed elettrico, fori di qualsiasi forma per finestre, porte ecc. Così operando l'applicazione finale dell'intonaco a base di cemento, con previa messa in opera delle reti di collegamento ed ove necessario di rinforzo, garantisce il perfetto mascheramento dei collegamenti e la "monoliticità" delle strutture interessate con notevole vantaggio di tempo e qualità di esecuzione.

La leggerezza ,rispetto al prefabbricato pesante classico, i pannelli PoliEMME, con il loro peso variabile tra 4 e 10 Kg/m2 circa, rimangono "leggeri" fino alla posa in opera, dove viene applicato il calcestruzzo che completa la funzione statica del manufatto. Questa caratteristica comporta una facile movimentazione dei pannelli in tutte le fasi, dalla produzione alla posa, che può essere eseguita manualmente dal personale del cantiere, senza altri mezzi d'opera. Tale peculiarità sgrava l'impresa da particolari sistemi di sollevamento.

La posa dei pannelli PoliEMME e la loro finitura in loco con l'applicazione dell'intonaco strutturale non richiedono che semplici attrezzature di allineamento e puntellazione, ossia modesti mezzi d'opera, con modalità operative di facile attuazione da parte di personale tecnico anche se non specializzato. L'applicazione del CLS sulle superfici dei pannelli parete e sull'intradosso di solai e coperture può essere eseguita a spruzzo diretto della malta di cemento, betoncino strutturale.

La modellazione dei pannelli, la distribuzione dei fili d'acciaio delle reti e la sagoma di taglio dell'inserto in polistirolo espanso consentono, meglio di altre soluzioni simili, di ottimizzare le quantità dei componenti strutturali come acciaio e CLS e la loro corretta posizione reciproca nello spazio interessato.

La struttura di una costruzione realizzata con il sistema PoliEMME può essere realmente definita come "monolitica" o meglio scatolare, rispetto alle strutture tradizionali, infatti, la continuità strutturale tra gli elementi di superficie orizzontali e verticali che delimitano gli spazi, viene assicurata da reti angolari di rinforzo, le quali saranno conglobate nel calcestruzzo applicato in fase di rifinitura. Tale caratteristica offre notevoli vantaggi di resistenza al comportamento isterico (azioni cicliche) dei "nodi" strutturali, come nel caso di azioni dinamiche tipiche delle forze sismiche e/o vento. Il concetto di "monoliticità" può essere senz'altro esteso alle caratteristiche globali di isolamento termico della costruzione, priva di sostanziali "ponti termici", per la continua presenza dell'elemento isolante su tutte le superfici a contatto con l'esterno.

Il sistema PoliEMME

Il sistema PoliEMME richiede in generale una fondazione di tipo continuo, con una più razionale distribuzione dei carichi verticali lungo il perimetro di appoggio con notevoli vantaggi di costo in particolare nel caso di costruzioni monopiano. Molte semplificazioni ed economicità si hanno, anche, nel caso venisse usata una fondazione di tipo a trave rovescia per l'assenza di carichi concentrati.

POSA IN OPERA - La posa in opera degli elementi PoliEMME è semplificata, consentendo la realizzazione in contemporanea delle funzioni strutturali e dell'isolamento termico. In particolare nel caso di pareti con pannello doppio (tipo "PDM"), le lastre in EPS (polistirene espanso sinterizzato) contenute tra le reti d'armatura, legate tra loro, costituiscono la soluzione ideale come "casseratura a perdere" per il getto del nucleo centrale portante della parete, evitando l'impiego delle normali casseformi. Inoltre, in una situazione di clima freddo tale casseforma può consentire il getto anche senza l'impiego di anticongelanti. Un'ulteriore semplificazione si ottiene nel caso di abitazioni monopiano, essendo possibile la costruzione di pareti e copertura con un unico tipo di pannello singolo.

TIPOLOGIA DEL PANNELLO IN EPS Il pannello in EPS (polistirene espanso sinterizzato) può essere dimensionato correttamente, come spessore e densità, in modo da poter soddisfare facilmente le condizioni di comfort abitativo richieste dalle differenti condizioni climatiche nei vari paesi. Qualora richiesto (paesi particolarmente freddi o strutture speciali), la realizzazione della "barriera vapore" mediante l'applicazione di prodotti compatibili sia sulla superficie che all'interno delle lastre in "EPS" non presenta particolari difficoltà.

Il sistema PoliEMME rappresenta una soluzione ottimale alle esigenze strutturali e di "comfort abitativo", con vantaggi economici che dalla costruzione si estendono all'uso delle abitazioni.
Infatti il contributo del potere isolante al risparmio energetico è notevole, tanto più quanto le condizioni climatiche locali richiedono l'installazione e l'uso di impianti di riscaldamento e/o condizionamento degli ambienti.

Materie Prime

Sono costituite dai seguenti materiali rispettivamente per le funzioni strutturali e di isolamento:

  1. Filo d'acciaio trafilato e zincato con basso contenuto di carbonio, carico di rottura medio superiore a 4000 Kg/cm2. Il diametro standard è 2,8 mm, disponibile anche il filo da 5 mm su richiesta. Il filo zincato è dettata dall'esigenza di garantire una protezione di tipo attivo al filo d'acciaio nei confronti di possibili ossidazioni che intaccherebbe la rete con funzione molto importante per la resistenza dell'intonaco strutturale e sua conservazione.

  2. Polistirene (EPS) in granuli, di qualità definita e certificata secondo le principali normative dei Paesi produttori, adatto ad essere espanso e trattato con additivi per garantire l'autoestinguenza o il "migliorato comportamento al fuoco" (EPS/RF). Da notare che è normale prassi, per la realizzazione dei pannelli PoliEmme, l'uso di EPS autoestinguente, Classe E.

Generalità sul Polistirolo (EPS)

Il polistirene è una delle principali materie plastiche, nota da più di 35 anni di applicazioni nel campo dell'edilizia, ed in particolare per aver risolto i problemi dell'isolamento termico in modo semplice ed economico. Il polistirene, con o senza additivo che ne migliora il comportamento al fuoco, conferendo la caratteristica di "autoestinguenza" o "ritardo di propagazione di fiamma", è prodotto in Italia secondo la normativa EN 13163 e marchio CE

La materia prima si presenta in granuli di aspetto vetroso (perle) di varia granulometria, secondo gli impieghi cui è destinata.

Il polistirene, Il polistirene, da materia prima autoestinguente, viene espanso in due fasi fino ad ottenere blocchi di densità richiesta (normalmente per la fabbricazione dei pannelli PoliEMME viene impiegata la Classe 100 o 150 (densità apparente 15-20 Kg/mc, oppure 25 Kg/m3), i quali vengono tagliati successivamente in lastre di spessore e profilo tali da ottimizzare l'impiego dell'acciaio e del calcestruzzo aggiunti ai fini strutturali.

Classi di riferimento per L'EPS
Classe Nuova Vecchio Identificativo (densità) Resistenza a compressione al 10% di def. [kPa] Resistenza a flessione [kPa]
EPS S   - 50
EPS 30   30 50
EPS 50 Tipo I 15 50 75
EPS 60   60 100
EPS 70   70 115
EPS 80   80 125
EPS 90   90 135
EPS 100 Tipo II 20 100 150
EPS 120   120 170
EPS 150 Tipo III 25 150 200
EPS 200 Tipo IV A 30 200 250
EPS 200 Tipo IV A 30 200 250
EPS 250 Tipo B 35 250 350
EPS 300   300 450

Il suo comportamento nei confronti dell'acqua non dà adito a limitazioni per gli impieghi in edilizia e per l'isolamento termico in particolare. L'acqua, infatti, non reagisce con il EPS, nè attraversa le pareti delle celle chiuse e non può che venire assorbita in minima parte soltanto tra gli interstizi residui tra i granuli espansi. L'assorbimento per capillarità è praticamente nullo 1.6-3% (al di sotto del 4% in peso) , come pure l'assorbimento dell'aria umida.
Il coefficiente di dilatazione del EPS non ha molta importanza nelle applicazioni con movimento termico impedito, perchè le reazioni sui punti di fissaggio sono modeste dato il basso valore del modulo elastico E (40-200 Kg/cm2 i valori più alti si ricavano per sollecitazioni di trazione mentre per sollecitazioni di compressione il modulo resta fra 50-100 kg/cmq). Comunque il EPS non è soggetto ne a ritiri ne a rigonfiamenti infatti la stabilità dimensionale del materiale a meno 25 °C o a +70°C e dello 0.2% e 0.5% rispettivamente.

PRESTAZIONI DEL EPS NEL TEMPO - L' EPS non costituisce nutrimento per alcun essere vivente, microrganismi compresi, e quindi non marcisce o ammuffisce. Stabile chimicamente e biologicamente il EPS non costituisce pericolo di inquinamento ambientale nè in sede di produzione nè di applicazione. L'analisi svolta sulle influenze che i fattori ambientali, come temperatura, umidità e sollecitazioni di lavoro hanno sulle caratteristiche del EPS mostra che esso può garantire per un periodo illimitato le prestazioni che vengono richieste. Ciò è dimostrato da più di trenta anni di esperienze documentate nonchè 15 anni di esperienze dirette.

COMPORTAMENTO AL FUOCO - L' EPS essendo un composto di carbonio ed idrogeno è per sua natura un materiale combustibile. Esso inizia la sua decomposizione a circa 230-260 °C con emissione di vapori infiammabili, ma solo a 450-500 °C si ha l'accensione. Nel caso del EPS/RF, trattato opportunamente con additivi, la propagazione del fuoco cessa al venire meno della causa d'innesco. In particolare il EPS/RF brucia soltanto se esposto in un incendio generalizzato, esso genera solo 8% del calore emesso da un uguale volume di legno in combustione e, data la sua natura di idrocarburo, sviluppa un quantitativo di gas tossico (ossido di carbonio) ancora minore. Inoltre, in caso di incendio, i rivestimenti in EPS pur gocciolando non propagano fiamma in quando le gocce non sono incendiate.

COMPORTAMENTO AGLI AGENTI ESTERNI - L'EPS come tutti i materiali morbidi può essere attaccato da piccoli animali quali ad esempio topi ed uccelli. Perciò in caso di esposizione in luoghi a rischio (tetti, ecc..) deve essere adeguatamente protetto. L' EPS per la sua stabilità chimica e biologica non costituisce pericolo per l'ambiente in cui viene usato. Esso è inerte a: acqua (anche marina), calce, cemento, gesso, sali, concimi, saponi, oli siliconici, bitumi, acidi a bassa concentrazione (cloridico al 30% , nitrico al 40%, solforico 80%); mentre viene attaccato e distrutto da: esteri (acetati, diluenti), eteri, chetoni, trielina, tetracloruro di carbonio, ammidi, idrocarburi aromatici, benzina, gasolio, oli combustibili, ragia minerale bitumi addizionati con solventi, derivati del catrame.

LE CARATTERISTICHE TECNICHE DEI PANNELLI PoliEMME

Ai fini applicativi dei pannelli PoliEMME nelle costruzioni, sono importanti le seguenti caratteristiche :

  • Isolamento termico e comportamento igrometrico
  • Isolamento acustico
  • Resistenza al fuoco
  • Resistenza alle sollecitazioni
Isolamento termico e comportamento igrometrico
La presenza della lastra in EPS di idoneo spessore e densità conferisce al pannello la capacità isolante sia termiche che acustiche. La conduttività termica del EPS, misurata con metodi stabiliti dalle diverse normative (EN 13163) è legata in modo significativo alle condizioni di temperatura d'impiego e in particolare alla massa volumetrica.
Infatti la conduttività si mantiene sensibilmente stabile, assume valori minimi attorno alla classe 200-250 (densità apparente 30-35 Kg/m3 ) ma sale con l'aumento della densità e ancora più vistosamente con la sua diminuzione. Indicativamente la conducibilità termica del EPS di qualità, classe 100 - 200 Kg/m3, impiegato nei pannelli PoliEMME , varia alle temperature medie d'impiego tra 34 e 35 mW/m.K.
La determinazione delle caratteristiche di isolamento dei pannelli, che a parit&agave; di tipologia possono essere soggetti a modifiche di spessore e/o d'identità del EPS inserito, può essere eseguita mediante le normali procedure di calcolo termotecnico (si riporta in allegato il calcolo semplificato del valore di K e la verifica della condensa).
La resistenza alla diffusione del vapore espressa come rapporto (adimensionale) fra lo spessore d'aria che offre la stessa resistenza al passaggio del vapore e lo spessore del materiale, varia in funzione della densità ed oscilla tra 20-40 (minimo e massimo) ed è normata dalla EN13163.
Il comportamento termoigrometrico del EPS è legato alle condizioni di umidità e temperatura dell'aria all'interno ed all'esterno della superficie in questione, alla produzione interna di vapore e all'entità dei rinnovi dell'aria dell'ambiente in esame. Il diagramma di Glaser, nato nel campo delle celle frigorifere, è tuttavia un prezioso strumento di lavoro anche in campo edilizio, nonostante l'attendibilità delle risposte. In questo caso, i risultati sono condizionati dai dati in ingresso i quali, purtroppo, sono quanto mai incerti e mutevoli. In termini generali, ogni qualvolta la superficie di una parete o di un suo piano ideale interno si trova ad una temperatura inferiore al punto di rugiada della miscela aria-vapore (migrante sotto la differenza di pressione esistente ai due lati opposti della parete) si verifica il fenomeno della condensa. Nei casi la verifica dovesse segnalare la possibilità di formazioni di condensa all'interno della parete in condizioni climatiche di bassa temperatura, persistente per lunghi periodi, è obbligatorio l'uso della "Barriera di Vapore", ottenuta mediante l'impermeabilizzazione di una superficie della parete con prodotti adeguati e chimicamente compatibili.

Isolamento acustico
La perdita di trasmissione sonora di un tramezzo è in funzione della sua massa per unità di superficie, della sua rigidezza e del suo smorzamento intrinseco. Nel caso dei pannelli-parete PoliEMME, data la presenza del EPS, si realizza un isolamento che migliora le condizioni imposte dalla "legge della massa" prima esposta. Infatti il potere isolante di una configurazione con pareti distanziate da un'intercapedine o da un materiale con comportamento assimilabile a quello dell'aria, che comunque non vincoli rigidamente gli strati esterni, è normalmente maggiore di quello di una struttura monostrato di spessore e peso pari a quello delle due pareti succitate. I risultati delle prove eseguite, in camera riverberante, secondo le norme ISO 140/111, eseguite, per il pannello singolo di spessore finito minimo di 95 mm e EPS con densità 12 Kg/m3 e spessore 40 mm hanno assegnato una "classe di trasmissione sonora" (STC) 35 dB. Per quanto riguarda il pannello doppio, che può avere un nucleo centrale in calcestruzzo con spessori minimi di 8 cm,"la classe di trasmissione sonora" (STC) può variare da un minimo di 45/47, presentando una soluzione ottimale per isolare i rumori a frequenze medie e alte.

Resistenza al fuoco
Nelle applicazioni PoliEMME,il EPS viene posto in opera sotto uno spessore di calcestruzzo armato, che impedisce l'immediato contatto del materiale combustibile con le fiamme. La prova sul pannello singolo è stata condotto presso il CSI di Milano esso risultava cosi composto:
  • lastra di polistirolo espanso autoestinguente, EPS 100 spessore mm 100, ondulata sulle due facce con altezza d'onda di mm 10 circa;
  • due fogli di rete, che cuciono la lastra di polistirolo, realizzate in acciaio al carbonio e costituite da fili longitudinali di diametro pari a mm 2.8 con passo di mm 70 e fili trasversali di mm 2.8 di diametro con passo di mm 130;
  • intonaco su entrambe le facce del tipo microbetoncino applicato con macchina "spriz-beton", dosato a q.li 4.00 di cemento R325 con inerti di granulometria da 0 a 4 mm e avente Rck 300 kg/cmq, senza l'impiego di calce, di spessore circa 3 cm.
Dall'esame dei risultati emersi dalla prova effettuata sul pannello, si è dedotto che la durata di resistenza al fuoco è stata di 126 minuti. Pertanto ai sensi della Circolare n° 91 del Ministero dell'Interno e del D.M. del 30.11.1983, è stata attribuita al pannello la CLASSE RE 120 - REI 90. Nel caso della parete doppia, prescindendo dalla resistenza strutturale dell'intonaco esterno (sempre realizzato con betoncino di cemento fino a ricoprimento della rete, in questo caso), il suo progressivo degrado per fessurazione e l'autoestinguenza del polistirolo permette alla struttura portante assolta dal nucleo centrale di calcestruzzo, di avere una protezione per un periodo abbastanza lungo. La parete realizzata con lastra interna portante in calcestruzzo dello spessore di 15 cm, anche sollecitata in modo da sfruttare "a freddo" tutte le sue possibilità di resistenza, è comunque in grado di garantire una resistenza strutturale al fuoco standard non inferiore a 180 minuti primi.

Resistenza alle sollecitazioni
Dalle prove di laboratorio effettuate e da analisi svolte su modelli matematici si può riscontrare che il comportamento del pannello da buoni risultati sia per stati di sollecitazioni presso-flessionali che taglianti. Inoltre si può ritenere valida la collaborazione delle due pareti collegati dai connettori, questo permette (entro determinati rapporti spessore EPS/spessore intonaco) un incremento di inerzia del pannello all'aumentare dello spessore del EPS. La presenza di una doppia rete permette al pannello un comportamento simmetrico delle sollecitazioni flessionali, come possono intervenire in pareti di capannoni. Il pannello offre un ottimo comportamento a possibili sfondamenti di pareti.

PROGETTAZIONE DELL’EDIFICIO CON I PANNELLI PoliEMME

La prefabbricazione del sistema PoliEMME si basa sulla produzione di elementi semi-strutturali, autoportanti, di larghezza modulare fissa di 112.5 cm e di lunghezza variabile normalmente fino a 3-6 metri, in funzione delle esigenze delle costruzioni. Criteri di economicità per la realizzazione degli "edifici tipo" richiedono di ottimizzare l'uso degli elementi prefabbricati, limitandone la differenziazione tipologica, come prodotto di fattori non sempre controllabili e/o eliminabili.
Fig. 1 - Montaggio della struttura PoliEMME

Ad esempio nel caso particolarmente importante delle pareti di un edificio, la differenziazione tipologica può essere facilmente generata, ad esempio, da un dimensionamento non modulare dello sviluppo delle pareti dei vani, da scarsa attenzione nel dimensionamento e posizionamento dei fori di porte e finestre, ecc.
Il progetto architettonico deve prendere in considerazione il riutilizzo delle sotto misure più interessanti, (ricavate ad esempio dai fori dei serramenti), per ricavare parapetti, architravi, divisori di vani ad uso armadio e/o ripostiglio, ecc.
Tutto ciò assume una maggiore importanza nella realizzazione di villaggi o comunque in ogni situazione di ripetitività strutturale ed architettonica.

Per quanto riguarda il calcolo degli elementi portanti (per pareti, solai ecc.), nel caso del solaio di piano e/o di copertura, realizzato con profilo simile al tipo classico in laterizio, non richiede accorgimenti diversi dal tradizionale, mentre per la parete portante verticale (con pannello singolo in particolare) le procedure seguite si basano sui risultati delle prove meccaniche, realizzate presso il Dipartimento di Modellistica, presso l'Università della Calabria, secondo le normative vigenti. Particolare attenzione viene fatta nella procedura di calcolo per quanto riguarda le azioni orizzontali dovute al vento ed al sisma. La valutazione delle sollecitazioni indotte dalle forze orizzontali avverrà secondo diversi metodi di calcolo, in funzione delle modalità di collasso prevedibili per le pareti.

Nel caso di pareti poco snelle e quindi funzionanti prevalentemente a taglio, quali possono genericamente considerarsi quelle di edifici di limitata altezza (2 piani) e con fasce di piano fra file di apertura contigue e sovrapposte molto rigide e di sufficiente resistenza, il collasso si realizza in genere con rottura a taglio degli elementi murari verticali (maschi) e la verifica può essere condotta col sistema "POR". Quando invece le ipotesi precedenti non sono soddisfatte o per la snellezza delle pareti, come avviene per edifici relativamente alti (3 piani) o per l'insufficiente rigidezza o resistenza delle fasce di piano, il collasso si realizza in genere con una preventiva rottura a taglio delle fasce di piano, seguita da quella dei "maschi" murari per effetto combinato di flessione e taglio.

A favore della sicurezza e rinunciando a qualsiasi ridistribuzione delle forze in campo elasto-plastica, le pareti possono essere verificate schematizzandole come telai elastici piani. Da considerare, che comunque, la via principe, in particolare modo oggi in cui si dispone di potenti solutori a prezzi accessibili, rimane quella degli elementi finiti (si veda la scheda tecnica propria dei pannelli per maggiore dettagli), essa applicata con le corrette ipotesi di base, porta sempre a risultati attendibili per qualsiasi geometria .

POSA DEI PRODOTTI PoliEMME ED IL CANTIERE DI COSTRUZIONE

Le attrezzature di cantiere sono costituite da:
  1. Impianto di betonaggio (nel caso non sia disponibile il calcestruzzo preconfezionato) di capacità adeguata ai getti programmati.
  2. Mezzi di sollevamento per la movimentazione dei materiali, e attrezzature in generale per il getto di calcestruzzo in elevazione.
  3. Impianto per applicazione a spruzzo del calcestruzzo di rivestimento superficiale dei pannelli (pompa da calcestruzzo o compressore d'aria attrezzato allo scopo).
  4. Ponteggi e scale di servizio
  5. Regoli e aste di puntellazione regolabili. Tenditori serrafilo, supporti di armatura per solai. Tavole e travetti in legno per vari usi di cantiere.
  6. Attrezzatura manuale come pinze, cesoie, pinze di serraggio clips, generatore portatile di aria calda per eseguire le tracce degli impianti nel EPS, ecc.

Completamento in opera

Il completamento in opera del sistema PoliEMME può richiedere in generale due tipologie di calcestruzzo:

  1. Calcestruzzo per il getto del nucleo centrale del pannello doppio dei solai.
  2. Calcestruzzo per rivestimento superficiale del pannello doppio o semplice (usato come parete e/o come copertura o solaio), rivestimento della scala.

Il confezionamento del calcestruzzo per il caso B richiede particolare attenzione oltre ai normali accorgimenti utilizzabili nel caso A, quest'ultimo rientra nel classico conglomerato di uso tradizionale.


Fig 2 – Sostegno, angolari, impianti

L'applicazione a spruzzo con intonacatrici manuali o con turbopompe richiede una buona plasticità del calcestruzzo con granulometria degli inerti possibilmente continua e non superiore a 4-5 mm. Nel dosaggio dell'acqua va sempre considerata quella eventualmente contenuta dall'inerte al momento dell'impasto, per cercare di mantenere il rapporto acqua cemento tra 0,45 e 0,50. In ogni caso l'assestamento dell'impasto, misurato con "Metodo Abrams" (cono), non dovrà superare i 5 cm. Il dosaggio del cemento è legato alla resistenza meccanica del calcestruzzo richiesta dal calcolo delle strutture portanti, e normalmente è dell'ordine di 350-400 Kg/m3. Per quanto riguarda il fenomeno del ritiro della malta durante la stagionatura del getto, oltre ad utilizzare lastre di polistirolo dimensionalmente stabilizzate (a tal proposito tutti i pannelli vengono realizzati con lastre con almeno 1 mese di stagionatura), è opportuno evitare l'eccedenza d'acqua d'impasto e contemporaneamente favorire la presa, evitando brusche disidratazioni superficiali, causate da condizioni climatiche ambientali avverse. È prassi, per contrastare il fenomeno del ritiro l'impiego di fibre polipropileniche nell'intonaco strutturale in dosaggio di 0.7-079 Kg/mc. È consigliabile l'uso di additivi a base di filler superpozzolanici per minimizzare gli sfridi e migliorare le caratteristiche di lavorabilità, ritiro, aderenza ed impermeabilizzazione del betoncino. È consigliabile l'impiego nel betoncino di additivi a base di filler superpozzolanici per minimizzare gli sfridi e migliorare le caratteristiche di lavorabilità, aderenza ed impermeabilizzazione del betoncino. Durante le fasi di getto devono essere raccolti e classificati i provini del calcestruzzo impiegato secondo le norme che regolano il controllo in cantiere del conglomerato in base alle eventuali specifiche tecniche di progetto.

Generalità sulla posa in opera

La posa in opera dei pennelliPoliEMME e sequenza di montaggio può essere riassunta come segue:

  1. Le fondazioni sono in generale costituite da platea o zattera di spessore variabile da 25 a 50 cm max (edificio multipiano) i ferri di ripresa sono già predisposti nel caso di pannello doppio, vengono posti in opera successivamente nel caso di pannello singolo. La posa dei pannelli parete (identificati mediante sigla) segue il profilo disegnato e sono collegati, mediante legatura, ai ferri di ripresa previsti allo scopo. I pannelli vengono collegati tra loro lungo le linee di sovrapposizione delle reti su entrambi i lati con legature in filo di ferro o con clips metalliche e ponendo in opera anche le reti di rinforzo (previste negli angoli, ai bordi dei fori dei serramenti ecc.).
  2. L'allineamento e la piombatura finale delle pareti verticali vengono eseguiti durante il montaggio con dei sostegni normalmente utilizzati in edilizia, atti a garantire la stabilità dell'insieme durante le fasi di lavorazione successive.
  3. La posa degli elementi per solai di piano e/o di copertura (ad esempio nel caso del monopiano) può avvenire in tempi diversi rispetto al montaggio delle pareti. Infatti nel caso del pannello doppio è obbligo far precedere il solo getto del nucleo centrale, garantendo stabilità definitiva alle pareti stesse. Nel caso del pannello singolo utilizzato anche come orizzontamento la posa e contestuale alle pareti.
  4. La posa dei tubi flessibili e accessori per l'impianto elettrico e dei tubi rigidi per gli impianti idro-termo-sanitari viene eseguita dopo il completo montaggio dei pannelli e prima dello spruzzo dell'intonaco. Le tracce sono ricavate nel polistirolo usando un getto di aria calda o una normale lama da taglio. Nel caso di tubi rigidi, può essere richiesto il taglio della rete che viene successivamente ripristinata con la sovrapposizione e fissaggio di una rete di rinforzo nella zona interessata.
  5. L'applicazione del calcestruzzo di completamento sulle superfici verticali delle pareti e sull'intradosso dei solai e/o coperture viene effettuata con una lancia alimentata da una pompa da calcestruzzo o con altra attrezzatura ad aria compressa (o con mezzi più tradizionali in funzione dei tempi di esecuzione voluti). L'applicazione è eseguita normalmente in due-tre fasi oltre alla normale sbruffatura, ottenendo:
  • un 1° strato fino alla ricopertura delle reti di rinforzo con malte prive di calce o grassello di calce ed additivate con fibre antiritiro polipropileniche e lattice.
  • un 2° strato con stessa composizione a completare lo spessore di betoncino di progetto, sempre con assenza di calce o grassello di calce.
  • 3° strato di rasante e lisciatura a finire con possibilità di usare qualsiasi prodotto in commercio inclusi quelli a base di calce o grassello di calce, fortemente consigliato e l'uso di rasanti a basso modulo elastico.
Nel caso di edificio multipiano la sequenza delle fasi va ripetuta da solaio a solaio d'interpiano, controllando che il carico successivo degli elementi sottostanti avvenga soltanto dopo adeguata maturazione dei getti di calcestruzzo strutturale.
In ogni caso per i solai in fase di getto, a causa del forte carico accidentale, che può essere trasferito sul solaio sottostante, isi consiglia di mantenere alcuni appoggi di piano (30%) in posizione fino al completamento dell'opera, in modo da trasferire gli sforzi direttamente a terra.
Una volta completata in tal modo la struttura dell'edificio, che si intende così realizzato al "grezzo", si prosegue con le opere di rifinitura, che comprendono il manto di copertura, il montaggio dei serramenti, le tinteggiature, le pavimentazioni ed eventuali rivestimenti, gli impianti elettrici, ecc.
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